Giovedì 2 e Venerdì 3 Novembre 2017
Le professioni della cura pongono una crescente domanda formativa orientata allo sviluppo di competenze fortemente incentrate su una pratica di tipo riflessivo, volta a valorizzare la personalizzazione delle cure attraverso lo strumento narrativo che consente di comprendere la prospettiva del malato ed i suoi valori e le sue reazioni emotive, delineando percorsi di cura. La narrazione del paziente e di chi se ne prende cura è un elemento imprescindibile della medicina contemporanea, del nostro tempo, fondata sulla partecipazione attiva dei soggetti coinvolti nelle scelte. La metodologia Clinica della Formazione è un percorso di lavoro individuale e di gruppo finalizzato all’acquisizione di maggior consapevolezza e senso critico rispetto ai processi ed al riconoscimento dei modelli latenti sottesi al concreto lavoro nella pratica quotidiana delle cure. La conduzione del corso è basata sul metodo clinico che si avvale di setting di gruppo con attività di narrazione autobiografica e utilizzo di sollecitazioni cinematografiche ed espressive per la rivisitazione dei vissuti, delle rappresentazioni, delle dinamiche affettive e dei dispositivi organizzativi nel lavoro di cura.
"The processes of getting ill, being ill, getting better (or getting
worse), and coping (or failing to cope)
with illness, can all be thought of as enacted narratives within the
wider narratives (stories) of
people's lives.
Narratives of illness provide a framework for approaching a patient's
problems holistically, and
may uncover diagnostic and therapeutic options.
Taking a history is an interpretive act; interpretation (the
discernment of meaning) is
central to the analysis of narratives (for example,in literary
criticism)
Narratives offer a method for addressing existential qualities such as
inner hurt, despair,
hope, grief, and moral pain which frequently accompany, and may even
constitute, people's
illnesses.
The lost tradition of narrative should be revived in the teaching and
practice of medicine"
(Trisha Greenhalgh and Brian Hurwitz: Narrative based medicine: Why
study narrative? )
(BMJ 1999;318:48–50)
Il mondo dell'arte, in
particolare della letteratura e del teatro, ha spesso proposto storie
di malattia, che conducono a svariate considerazioni, dal significato
metaforico dell'ammalarsi, all'impatto della malattia fisica acuta o
cronica, dalle conseguenze di un evento che modifica forzatamente la
realtà quotidiana, alla ricerca di una cura idonea per la ripresa dello
stato di salute.
A tale materiale artistico ha spesso attinto il personale sanitario per
arricchimento professionale o per la comprensione di alcuni processi
patologici. In una visione più storica la descrizione di alcune
sindromi neurologiche, psicosomatiche o psichiatriche da parte dei
grandi maestri della medicina includeva spesso, per approfondimento e
migliore comprensione, anche la storia biografica del paziente che
esaminato. La medicina moderna è invece una medicina di organo, se non
addirittura di specifiche molecole, fatta di statistiche, la persona
intesa come individuo malato rimane sullo sfondo. La medicina narrativa
si propone di ristabilire il racconto come elemento fondamentale del
colloquio professionale, al centro della relazione medico-paziente,
elemento insostituibile del processo di diagnosi e di cura. La
narrazione condivisa e reciproca come elemento di partenza per lo
sviluppo della relazione terapeutica. Nata negli stati Uniti la
Medicina Narrativa è diventata anche in Inghilterra oggetto di studio e
insegnamento universitario.
Anche in Italia negli ultimi anni è diventata un argomento di interesse
trasversale.
Nel convegno che si sta organizzando, oltre a presentare la Medicina
Narrativa per la prima volta nell'Ospedale di Riabilitazione San
Camillo, si vuole proporre una panoramica di interpretazioni, pareri e
modalità di applicazione, che aiuti a focalizzare come questa pratica
possa portare ad un atteggiamento mentale nuovo e come possa diventare
uno strumento di affinamento professionale, se ben condotta.
Gli ambiti medici che più possono giovarsi della narrazione del
paziente sono quelli dove si trattano le malattie croniche o i centri
di riabilitazione, dove la narrazione può assumere anche un significato
terapeutico per una “ricostruzione” dell'individuo frammentato dalla
malattia e per il ripristino di una soddisfacente qualità di vita. Il
racconto di alcune esperienze avviate darà un contributo inoltre su
quello che è lo stato dell'arte in ambito nazionale ed europeo.
Per assistenza scrivere a info@sinergiaesviluppo.it, questo il link
Per assistenza scrivere qui una mail alla Segreteria Organizzativa
Con il patrocinio di:
Società Italiana di Medicina Narrativa
Si ringraziano gli Sponsor:
Sta per partire un nuovo progetto di medicina narrativa rivolto a pazienti, familiari, operatori sanitari e volontari ospedalieri.
Bastano solamente pochi minuti del tuo tempo da trascorrere in tranquillità davanti al tuo computer. Indicativamente 15-20 minuti, per una sola volta, nella comodità della tua casa.
Se vuoi partecipare anche tu, invia una e-mail, anche vuota, a comunicazione@ospedalesancamillo.net, con oggetto "Partecipo al nuovo progetto di medicina narrativa". Ti manderemo un link con poche, semplici istruzioni da seguire.
Non occorre essere scrittori né aver partecipato ad altri progetti. Può anche essere la tua prima volta, il tuo primo incontro con la medicina narrativa.
La partecipazione è totalmente anonima e gratuita.
Grazie fin
d'ora per la tua partecipazione!
I percorsi artistici e narrativi dell’IRCCS San Camillo sono esposti in una mostra alla Galleria delle Cornici del Lido di Venezia, da
Sabato 28 settembre a venerdì 4 ottobre.
Orari di apertura: tutti i giorni dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 18.00 alle 20.00.
Inaugurazione aperta al pubblico: sabato 28 settembre alle ore 18.00.
Ingresso libero.
Il filo d’Arianna è il titolo della mostra che sarà inaugurata sabato 28 settembre alle ore 18.00 presso la Galleria delle Cornici, in via Sandro Gallo 49/c al Lido di Venezia. La mostra è una “collettiva” di artisti speciali: i pazienti dell’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) Ospedale San Camillo. Si tratta di lavori realizzati in tecnica mista all’interno di un percorso di medicina narrativa, condotto dalla dott.ssa Francesca Vannini, MusicArTerapeuta, dalla dott.ssa Simona Ghedin, psicologa, e dalla dott.ssa Francesca Meneghello, neurologa responsabile del Servizio di Riabilitazione Neuropsicologica.
Il tema si sviluppa attorno al mito greco di Teseo e Arianna, utilizzato come metafora per fare emergere le esperienze, le emozioni, l’umanità dei pazienti. Il labirinto, il filo di Arianna, il minotauro, la vittoriosa uscita di Teseo sono uno stimolo non verbale profondo e sono diventati così un ottimo canale tramite il quale i pazienti hanno potuto raccontare il proprio vissuto nel periodo della malattia. “Le persone colpite da patologie progressivamente invalidanti, come ad esempio la sclerosi multipla – spiega la dott.ssa Francesca Vannini – spesso hanno minor difficoltà ad esprimersi attraverso le metafore del mito e dell’arte, piuttosto che a raccontare direttamente la propria storia”. Le opere esposte sono state realizzate proprio all’interno di un percorso narrativo di questo tipo, in laboratori di comunicazione espressiva che hanno scaturito messaggi forti, capaci di emozionare il visitatore che, dietro alla rappresentazione del mito, riesce a cogliere tutte le problematiche di chi, ricoverato in ospedale, sta vivendo il momento della malattia.
Il percorso di medicina narrativa, attività offerta dall’IRCCS Ospedale San Camillo, è diventato anche un progetto di ricerca “Tra il Mito e la Cura” che, in collaborazione con l’Università degli Studi di Padova, ha prodotto pubblicazioni di carattere scientifico sull’argomento.
La mostra è stata fortemente voluta dalla Prof.ssa Assunta Cuozzo, docente di Storia dell’Arte Contemporanea all’Università Ca’ Foscari, e dal Sig. Luigi “Gigi” Sepe, titolare della Galleria delle Cornici (via Sandro Gallo 49/c).
Incontro tra narrazioni ed evidenze per una sanità da trasformare
Intervento di Francesca
Vannini, MusicArteterapeuta, sull'esperienza del sito web "stanze
narrative" con i pazienti dell'Ospedale San Camillo
al convegno della Fondazione ISTUD"Incontro tra narrazioni ed evidenze
per una sanità da trasformare", Milano il 28 ottobre 2011.